Tra sguardi, stupore e meraviglia...

Il mio paesaggio...

tra esteriorità ed interiorità

Cosa mi desta l’attraversare le vie e i crocicchi di un paese antico, di un territorio abbarbicato sul monte San Bartolo, dove il cielo, in unico sguardo incontra il mare con l’eco lontano dell’onda alle ultime luci del giorno?

Si, è qui che porgo il mio sguardo per ritrovare me stessa!

Un paesaggio abituale, che, per genesi mi appartiene e mi porge sempre la mano per ritrovare l'equilibrio e l'incontro tra il mondo esteriore e quello interiore.

Sempre mi coglie l'incanto, lo stupore dello sguardo! Sempre vengo" rapita" da tanta bellezza. Lo splendore della terra, del cielo e del mare in un silenzio d'estasi, nel quale io stessa mi sento aria, onda sole, nuvole ... parte integrante di questo paesaggio, lasciandomi trasportare dalla meraviglia della natura.

"Agganciata" da sempre a un mondo nostalgico che nel frattempo è mutato, il mio paesaggio interiore nasconde uno scenario selvatico, i cui toni, fragranze, gusti e ritmi sono ormai “altri”. E' fatto di terra, di nuvole in cammino, di erba fresca, di vento, del canto del gallo al mattino, di frutti che pendono al sole, di odori pregnanti, ... di fatica, di socievolezza, di valori.

Lo vedo, lo sento... ancora mi culla nel suo stare, nella bellezza della vita quotidiana delle piccole cose, nel ricordo.

Quei ruderi sono pietre che mi conoscono, che mi chiedono voce ... che mi parlano ancora e mi raccontano. Il loro richiamo è indelebile, vivo, forte: mi fa tornare a quel rapporto ancestrale che mi ha visto nascere, crescere in mezzo a loro. "Le stanze del mio io" protette da macigni corrosi dal sole e dal vento, sono sassi ormai obsoleti, abbandonati, visitati dalle erbacce invadenti; sono "custodi di storie", conservano i segreti di una vita passata e resistono al tempo, col desiderio ancora di farsi notare, di dire di una vita che non esiste più. I ruderi lasciati vivono dentro di me, sono il mio paesaggio! I miei muri, le mie pietre scalfite, sono colme di impronte di esistenze che mi hanno preceduto, che mi hanno insegnato. Voci, richiami che mi trasmettono una gioia speciale, ancore di sicurezza, radici forti che ritornano. I resti del passato porgono la mano al presente, vogliono stare ancora dentro il mio oggi,  nell'attesa di nuovi significati.

E ogni giorno il mio paesaggio è scena del mio agire, è una dimora per sostare, per guardarmi indietro e riappropriarmi del mio io, riprogettando il futuro. A volte diventa inquieto il mio stare ...quelle solide pietre sembrano spaccarsi, si scatena allora il desiderio di erranza, allontanamento... per tornare poi più leggera ad accarezzarle.

Dove mi può trasportare allora la memoria, con sguardi attenti nel percorrere silenziosamente la scrittura lungo le rupi odorose di ginestre, lavanda e rosmarino, sui sentieri naturali baciati dal sole, carezzati dal vento salmastro, che si apprestano ad accogliere la notte? E' qui che arrivo ad assaporar la quiete di quel mio paesaggio esteriore, un'oasi stupenda di serenità, una cartolina che si affaccia sul mare, dove, tra gli strapiombi della falesia, si evidenzia. Quasi mi contengo per spiarlo dietro le frasche: la natura merita ascolto, rispetto, devozione!  Guardo la vela e con lei parto per "un viaggio poetico"... alla ricerca di nuovi orizzonti e nuove visioni, alla scoperta, ancora, di un altro me.  Questo è luogo ideale per scrivere a un mittente che non c'è...

Anna Cecchini

Cattolica,  2 gennaio 2015 ... Il tramonto dalla mia finestra

Oggi, osservare il cielo al tramonto è stato affascinante, coinvolgente! Un momento meditativo forte ... Un invito ad osservare un cielo invernale non usuale, dove la spiritualità della natura si raccontava con tutta la sua potenza, trasmettendo sensazioni di sbalordimento, di meraviglia e di grande rispetto .
Troppo spesso ci dimentichiamo che la natura è viva !

 

Avanzano
le nubi 
galoppano nell'aria
folleggiano richiami di colori
tramonto

 

 E' stupendo contemplare il cielo e i paesaggi con uno sguardo che interpreta, che va oltre quei scenari! Come di riflesso rimandano a vissuti paralleli, estensioni di pensiero che conducono ad angoli rimossi, risvegliando la bellezza e la potenza che la natura ha nel riportarli, scriverli, narrarlli e condividerli con altri per ritrovare tracce comuni.

 

La scrittura della notte... in cammino

LIBERA UNIVERSITA' DELL'AUTOBIOGRAFIA DI ANGHIARI

SCUOLA DI  ECONARRAZIONE   19 / 22 Giugno  2014  

NOTTE, LUNGO I SENTIERI SASSOSI DI CA' FAGGIO (AR)

 

Notte

di silenzi, di ascolti, di passi...

Notte di dolci carezze di vento

frusciar di fronde che fiatano d'aria...

Notte di stelle incantate, stregate

ravvivano il cielo, gli sguardi

 Il nostro cammino ...

Notte di rossi bagliori,

riflessi lontani segnano terra, orizzonti laggiù...

Notte di magiche luci che volano,

che si rincorrono dentro i boschetti...

Notte di vita,

che guarda, che parla, che tuona,

che grida il suo stare...

Notte da vivere, da ricordare...

Notte

 

Anna Cecchini