IL PAESAGGIO FUORI E DENTRO DI ME

ROGETTO NAZIONALE SCRITTURE AUTOBIOGRAFICHE IN BIBLIOTECA

LIBERA UNIVERSITÀ DELL'AUTOBIOGRAFIA - ASSOCIAZIONE ITALIANA BIBLIOTECHE

Progetto nazionale 

Nati per scrivere: Il paesaggio fuori e dentro di me...

io, tu, noi una penna amica racconta

scritture autobiografiche in biblioteca

a cura di

Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari

Direttore Scientifico del Progetto: Duccio Demetrio

Coordinatori nazionali del Progetto: Ludovica Danieli, Giovanni d'Alfonso, Giorgio Macario

Conduce Anna Cecchini, esperta LUA, formatrice volontaria .

Presenti tutti gli "autori" coinvolti, gli insegnanti, i genitori degli alunni interessati, i referenti assessorato alla cultura, i membri del consiglio di Istituto, i genitori rappresentanti delle diverse classi.

Architettura del laboratori

Anna Cecchini, formatrice lua volontaria, ho cercato di accompagnare i piccoli autobiografi/e in un percorso di attenzione verso il paesaggio esterno e verso il paesaggio interno soggettivo, con gradualità, delicatezza, utilizzando il racconto orale, il disegno, la musica, la letteratura e la scrittura che raccoglie.

Figura del diarista che appunta e nota l'esperienza in itinere  Insegnante volontaria Carla Iacucci

Destinatari del laboratorio 

I bambini e bambine della scuola primaria di P.zza Repubblica - Cattolica

IVB - Insegnante referente Daniela Preda - alunni n. 17

IVC - Insegnante referente Catia Valeri - alunni n. 17

A) Il tema del laboratorio: il paesaggio fuori e dentro dì me

B) I tempi del laboratorio : 4 incontri di 2 ore attivati da settembre a novembre 2015

C) Raccolta dei testi per una restituzione pubblica in biblioteca rivolta alla comunità e per uno studio sulle scritture bambine .

D) Presentazione al FESTIVAL LUA 2016

 

IL BAMBINO CHE SONO STATO ... IL GENITORE CHE SONO OGGI

Istituto Comprensivo San Giovanni in Marignano

Scuole Infanzia Statali

Girotondo- Aquilone- Grillo Parlante- Il Giardino delle Meraviglie

Progetto genitori - Proposta formativa per la conoscenza di sé

Il bambino che sono stato … il genitore che sono oggi

Accompagnarsi nel cammino della genitorialità

Marzo - Aprile - Maggio 2016 

Atelier di scrittura autobiografica a scuola

A cura di Anna Cecchini

 

Report

Scrivere di sé … perché ?

I genitori, quasi in punta di piedi, sono arrivati con la paura di scoprirsi, svelarsi, essere indagati per addentrarsi in un’esperienza che non conoscevano.

Tre sere d’incontri per ritrovarsi, per narrarsi e scrivere per dar voce alla propria storia, riscoprendo la propria identità. 

Tre sere d’incontri per raccontare i volti, gli eventi, le crisi, le gioie che ci hanno formato.

Tre sere d’incontri per riconoscere gli stili e gli atteggiamenti del bambino che siamo stati e del genitore che sono oggi.

La penna autobiografica, che velocemente scivolava sui fogli, ci ha invitato a riconoscere ed accettare il bambino che siamo stati; ad indagare certi atteggiamenti  dei nostri genitori che ancora ci condizionano e a scoprire come diventare “nuovo genitore” di sé stesso.

Attraverso la scrittura di sé ciascuno ha esplorato il “romanzo dell’io” per restituire alla memoria un altro volto. Scrivendo abbiamo imparato  a prenderci cura di noi, come fonte di auto riconoscimento e i timori, le “timidezze iniziali” pian piano svanivano.

Sorprendente, inaspettato, rilassante …! […]

Rincontrare il mio io che ogni tanto va perso dietro le ansie e le paure è stato emozionante! […]

Mi è sembrato che il tempo ha smesso di scorrere e si è fermato per un attimo per ascoltare se stessi, per guardarsi dentro. […]

La scrittura ci ha calato nel tempo dell’infanzia per raccogliere le “memorie di radice” e con semplici sollecitazioni ciascuno ha “arato il proprio campo”.

Abbiamo letto brani, ascoltato musiche, visionato immagini, quadri d’autore, che ci hanno riportato all’evocazione di luoghi, fatti, eventi, persone … che come per magia sono apparsi nel nostro più lontano ricordo.

Allora … Che tipi di bambini eravamo? Di cosa avevamo timore? Come erano i nostri genitori? Perché ci disturbano ancora certi sentimenti?... E poi ancora come fa il bambino del passato ad influenzare la vita dell’adulto?

Le esperienze, le immagini, le scene e lo stupore dell’infanzia non si dimenticano più, diventano parte di noi!

La bellissima poesia di W. Whitman“ C’era un bambino che usciva” ha stimolato molte emozioni, riflessioni che fluivano in itinere, che avevano “bisogno di uscire”… così come la storia personale di A. Fleming, uomo votato per il bene dell’umanità, che soffrì per tutta la vita per i comportamenti e i sentimenti del bambino che era stato, limitando la grandezza del suo lavoro e la sua felicità.

L’invito a condividere, a leggere spontaneamente i testi che man mano nascevano ha rafforzato le conoscenze e creato sinergia nei gruppi.

Stasera sento e vedo un filo rosso che ci lega qui intorno a questo tavolo e alle nostre persone del fato […]

Ci siamo presi ancora per mano … e siamo andati ad indagare dentro di noi il genitore che sono oggi, la relazione genitori - figli che implica tutti i temi della vita. La trasmissione del vivere non è solo biologica ma anche psicologica: non si trasmette solo la vita ma anche l’arte del vivere. Nel tempo della crisi dei rituali collettivi il ruolo del genitore, della famiglia, è molto importante.

Ciascuno ha scritto la propria metamorfosi di vita. Diventare genitori di se stessi fa parte della trasformazione, del cambiamento.

Insieme abbiamo indagato gli atteggiamenti che si devono modificare, quelli che interferiscono con i propri spazi di persona adulta e fare in modo di “sentirsi a nuova casa” per essere davvero genitore di se stesso.

Ricordare il passato, i momenti belli e brutti mi fa crescere e capire perché ora sono io e sono così! […]

Voglia di crescere e di cambiare, il bello della metamorfosi della vita.[…] 

Un ultimo invito di scrittura …

Cosa vi portate a casa da questi incontri?

Provo gratitudine! Sono entrata in questa stanza stanca e senza aspettative, ed esco serena, emozionata, più ricca e piena di sensazioni che pensavo dimenticate. GRAZIE! […]

Porto a casa una dolcezza, un tremore, una forza, un rispetto per gli altri[…]

Una prospettiva diversa: un bambino rassicurato e accolto … un genitore più consapevole e adulto […]

L’accettazione: accettare quello che sono stato, elaborarlo, arricchirlo per diventare genitore migliore.

La consapevolezza che di strada ne ho fatta, ma che quella che devo fare è ancora lunga e non facile. Devo pormi un obiettivo alla volta e gioire di quello ottenuto. […]

E tante ancora …!

 

Giugno 2016